SAN PIO

 

Rione San Pio e zona delle abitazioni studentesche di via Taranto sino a Borgo Pace

Scritta sui muri di San Pio

San Pio è un quartiere molto vivace, popolare, con un’identità molto forte che gode di una mixitè di abitanti e servizi di prossimità molto diversificata. In urbanistica il termine mixitè rimanda ad una rete di relazioni e legami trasversali tra aspetti funzionali, sociali e morfologici. Ciò significa progettare un piano che tragga benefici dai fenomeni che si generano sul territorio dovuti all’integrazione di attività differenti. Un approccio urbanistico che si differenzia al cosiddetto zoning che sottende la configurazione di territori con esplicite vocazioni di zona (quartieri operai, zone residenziali,etc).  La domanda da porsi è: ciò è stato progettato o è il risultato spontaneo di comunità diverse che hanno trovato il modo per coesistere?  Come suggerisce quella scritta murale.

Complessi residenziali dell’Istituto Autonomo Case Popolari a San Pio

Gli edifici dell’Istituto Autonomo Case Popolari a San Pio, soffrono dell’incuria, necessitano di ristrutturazione e ciò genera condizioni critiche di degrado urbano.  Quartieri “dormitorio”, come San Pio ed in particolare la zona delle Case Magno, si ritrovano strade e marciapiedi dissestati. Tutto ciò s’inserisce nel problema più vasto della mancata connessione urbana tra importanti isolati.

Case Magno

Insorgono problematiche relative alle fratture urbane esistenti tra Borgo Pace, San Pio, Case Magno con una mobilità interna che presenta una maglia viaria incompleta. Il settore Lavori pubblici dell’amministrazione comunale è impegnato in progetti di rigenerazione urbana e per la successiva costruzione di 60 alloggi tra edilizia convenzionata ed edilizia popolare (con case a canone sociale) nell’ambito di una necessaria riqualificazione. E’ in corso un miglioramento della qualità urbana sia negli spazi delle connessioni pedonali e ciclabili che in quelli di aggregazione.

Chiesa San Pio

Intorno alla chiesa di San Pio il quartiere è cresciuto, povero di risorse ma ricco di culture: di delinea un piccolo mondo multiculturale. A cento metri dalla parrocchia, è stata aperta una moschea.

Moschea di San Pio

Si vive gli uni accanto agli altri, con rispetto, anche se l’integrazione è un terreno tutto da dissodare anche se risulta essere fertile, grazie alle matrici popolari e alla presenza di studenti universitari che hanno scelto questo quartiere per risiedervi. La chiesa e la moschea sono entrambe punti di riferimento per le comunità. Ma la domanda è: non manca qualcosa per i giovani?

Centro sociale Binario 68

Quel centro sociale è stato sgomberato anni fa ma ancora campeggia il tocco di urban art di Blu che esprime un segnale di contemporaneità creativa strategica.

Ex Manifattura Tabacchi

La concentrazione di grandi immobili dismessi come l’ex Manifatture dei Tabacchi impone una necessità di riuso e rigenerazione urbana. Questo complesso di circa 60mila metri quadri, inaugurato nel 1931 da re Vittorio Emanuele III, attende ancora progetti di riqualificazione e il cambio di destinazione urbanistica non c’è ancora stato.

Cortile interno dell’ex Manifattura Tabacchi

Lo stato d’abbandono crea delle condizioni particolari di rinascita vegetativa. E’ il “terzo paesaggio”, uno scenario in cui la natura riprende il suo spazio negato.

Parco Corvaglia

Uno dei punti cardine della questione è certamente quello del riequilibrio tra natura e cultura urbana. In tal senso l’amministrazione comunale sta avviando un piano di riqualificazione del Parco Corvaglia  per promuovere un sistema di spazi pubblici interni e di cornice al quartiere, (insieme al Parco Corvaglia anche Belloluogo, i campetti di viale della Repubblica, Parco dei Colori). Oltre alla creazione di attrezzature sportive che cosa proporreste?

Teatro Asfalto

Si stanno sviluppando iniziative culturali tra cui “Liberi tutti” presso Dunya nel quartiere San Pio (una proposta per la promozione della lettura e l’inclusione sociale attraverso un percorso esperienziale e multisensoriale) e nell’ambito di “Lecce Città che Legge”, un percorso formativo e di promozione della lettura attraverso strumenti e metodi non convenzionali (teatro, tecnologie audio-video, ecc.) dedicato a persone con disabilità mentale/fisica che si svolge al Teatro Asfalto.

Condominio solidale via Pozzuolo

Il complesso residenziale di Via Pozzuolo è oggetto di un bando della Regione Puglia sull’idea di condominio solidale ispirato ai tanti modelli di housing sociale che si stanno sviluppando in più parti. Si tratta di sfide che seguono il mutare dei cambiamenti economici, sociali e culturali. Programmi complessi di rigenerazione urbana, incentivi per la riconversione ecologica dei manufatti e degli spazi aperti, definizione di nuovi servizi urbani, ammodernamento delle tipologie di alloggi per salvaguardare la residenzialità giovanile. Si tratta di strategie che il nuovo Piano Urbanistico utilizzerà per stimolare interventi privati, (alcuni sono immobili di proprietà privata) per creare partneriato pubblico-privato.

Murales dedicato a Rina Durante

L’intervento murale di  Chekos’Art dedicato alla militante della poesia salentina Rina Durante (insieme agli altri murales che ricordano altri grandi protagonisti come Vittorio Bodini, Carmelo Bene ed Edoardo De Candia) fa “parlare” i muri del quartiere evocando chi ha rivelato il genio salentino.

Cantieri teatrali Koreja

Dietro Via Taranto, a Via Dorso, ci sono i Cantieri teatrali Koreja, uno dei presidi culturali più importanti del Mezzogiorno. E’ un teatro che nasce dall’energia migliore di una cultura che rivela il valore originario di quel concetto: coltivare (dal latino colere), curare il processo del divenire, del crescere. E’ un participio futuro (declinazione che non si usa nella lingua italiana ma esiste in quella latina), lo stesso che vale per natura. Non dimentichiamo poi che il Teatro 2800 anni fa in Grecia ha creato le condizioni abilitanti perché potesse svilupparsi la Polis, grazie alla diffusione dell’alfabeto. Questi “cantieri teatrali” hanno origine nel processo di una ricerca scenica che ha reso l’Italia un punto di riferimento mondiale. E’ un luogo importante dove le nostre esplorazioni di questo territorio potrebbero trovare l’ambito ideale in cui essere restituite. Se dovreste individuare, come in una drammaturgia, i momenti culminanti di questa esplorazione, quale potrebbe essere la “scena madre” (il punto cruciale)?